Rosso come il fango: Madame canta da dove fa più male

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Rosso come il fango: Madame canta da dove fa più male

Rosso come il fango, il nuovo singolo disponibile ovunque, è il terzo tassello che anticipa “Disincanto”, il nuovo album di Madame in uscita il 17 aprile per Sugar Music. Ma più che un’anticipazione, è già una dichiarazione di intenti: cruda, viscerale, senza trucco.
Scritto dalla stessa Madame insieme a Luca Narducci e prodotto da Bias e Mr Monkey, il brano affonda le mani nella terra, quella vera, quella delle origini, per raccontare chi parte dal basso e combatte per una vita diversa. Non c’è retorica, solo una domanda che resta sospesa: cosa significa davvero “arrivare”, se poi non ti senti più parte di niente?
Madame si muove su un filo sottile: da una parte il privilegio conquistato, dall’altra il senso di colpa che lo accompagna. E nel mezzo, un’identità che non trova più casa, né nel passato né nel presente. È qui che il pezzo colpisce, non per quello che dice, ma per quello che lascia addosso.
Il videoclip (qui), diretto e montato dalla stessa artista insieme a Alberto Lonardi, rinuncia a ogni sovrastruttura narrativa per farsi esperienza sensoriale. Il colore diventa linguaggio: dal blu al rosso, come un’emorragia emotiva che cresce fotogramma dopo fotogramma. Corpo e spazio si confondono, fino a non sapere più dove finisce uno e inizia l’altro. È un viaggio interiore che non chiede di essere capito, ma attraversato.
E poi c’è “Disincanto”, il disco. Non un semplice album, ma una frattura raccontata in musica: dall’illusione alla caduta, fino a una possibile rinascita. Un percorso che suona universale, perché prima o poi tocca a tutti perdere l’incanto per capire davvero chi si è.
Intanto, l’estate 2026 ha già un nome scritto sui palchi dei principali festival italiani. Il Madame Tour Estate 2026 partirà il 3 luglio dal Rugby Sound Festival e attraverserà l’Italia da nord a sud: dal Flowers Festival al Live in Genova Festival, passando per tappe come l’Anima Festival e il NXT Festival.
Il viaggio continuerà tra location simboliche e piazze affollate: dall’Arena della Regina al Alguer Summer Festival, fino al gran finale tra il Dream Pop Fest e il Festival Taormina Arte.
Una geografia musicale che non è solo tournée, ma rito collettivo: ogni data, una possibilità di trasformare quella ferita privata in un coro pubblico.