Il Rumore del Lutto Festival 2026 celebra la sua ventesima edizione con un’apertura che ha il peso di un rito e la potenza di un ritorno atteso. Sabato 26 settembre, all’Auditorium Paganini di Parma, salirà sul palco Diamanda Galás. E già questo basta a capire che non sarà un semplice concerto, ma una discesa negli abissi, quelli veri, quelli che pochi artisti hanno il coraggio di attraversare senza filtri.
Dopo quasi dieci anni di assenza dai palcoscenici italiani, Galás torna con la sua arte feroce, radicale, irriducibile a qualsiasi definizione. Cantante d’avanguardia, pianista, compositrice, performer: etichette che le stanno strette quanto il silenzio che combatte da oltre quarant’anni. Dal debutto nel 1979, la sua ricerca ha scavato dentro le ferite del mondo, dall’epidemia di AIDS al genocidio, dalla malattia mentale all’esilio, trasformando la voce in un campo di battaglia, in uno strumento politico e rituale.
Non è un caso che sia proprio lei ad aprire un festival che, primo in Italia, ha portato il concetto di “death education” fuori dagli ambienti accademici per trasformarlo in esperienza culturale condivisa. Diretto da Maria Angela Gelati e Marco Pipitone, il festival si conferma ancora una volta uno spazio necessario, dove la morte smette di essere tabù e diventa linguaggio, riflessione, comunità.
Il live di Parma promette di essere un viaggio sonoro e fisico. In scaletta anche le sue opere più recenti: la nuova versione di You Must Be Certain of the Devil (1988), ripubblicata nel 2025 in occasione del Día de los Muertos, e De-formation: Second Piano Variations, registrazione intima e potentissima che rielabora Das Fieberspital/The Fever Hospital, ispirata al poema espressionista di Georg Heym. Qui la musica si fa carne, febbre, stigma. Non si ascolta: si attraversa.
Nel corso della sua carriera, Galás ha collaborato con figure chiave della scena internazionale, da Bobby Bradford a David Murray, fino a John Paul Jones, con cui ha firmato l’album The Sporting Life. Nel 2017 ha fondato la sua etichetta indipendente, proseguendo un percorso artistico sempre più autonomo e radicale, culminato in lavori come Broken Gargoyles (2022), un’opera che scava nei traumi della guerra con una lucidità quasi insostenibile.
Ma ridurre tutto a una biografia sarebbe un errore. Diamanda Galás non si racconta: si subisce, si vive, si sopravvive.
Il Segnali di Vita APS, promotore del festival insieme a istituzioni come il Comune di Parma e l’Università di Parma, costruisce così un’apertura che è dichiarazione d’intenti: la cultura non deve essere comoda, deve essere necessaria.
I biglietti sono già disponibili: https://www.ticketone.it/event/diamanda-galas-auditorium-paganini-21481726/
Ulteriori informazioni e aggiornamenti sul festival sono disponibili su www.ilrumoredellutto.com
Il Rumore del Lutto Festival è promosso da Segnali di Vita APS, con il patrocinio di Comune di Parma, Complesso monumentale della Pilotta, Università di Parma, Università degli Studi di Padova, Master Death Studies and the End of Life, grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna, della Fondazione Cariparma e con il sostegno di numerose realtà italiane tra cui ADE SERVIZI Srl Parma, CROCE VERDE Reggio Emilia O.F., GIESSE Srl.
Partner: Santa Maria della Vita, Tutto è Vita, SO.CREM Genova, F.I.C., Verdi OFF, MicroMacro, Danza Urbana, ANMIC, Video Type, Scuola Capitale Sociale, InVITA, Zero K, R&P Contemporary Art, Artemis Danza.