Music & Theater

Vinicio Capossela porta Ovunque Proteggi a Pompei: quando la musica diventa invocazione

Ovunque Proteggi vent’anni dopo la sua uscita, Vinicio Capossela lo porta dove il tempo si è fermato per sempre. Pompei.
Lunedì 13 luglio 2026, nell’Anfiteatro degli Scavi del Parco Archeologico di Pompei, Ovunque Proteggi verrà eseguito integralmente all’interno della rassegna B.O.P – Beats of Pompeii. Un concerto unico, irripetibile, e soprattutto inevitabile. Perché certe opere, prima o poi, tornano a casa.
Pompei non è solo un luogo: è una ferita che non sanguina più, ma brucia ancora. Una città sottratta al tempo e restituita allo sguardo, dove la fine non ha cancellato la forma, ma l’ha resa eterna. Ed è qui che un disco che invoca protezione contro la caducità dell’esistenza trova il suo eco naturale. Non per celebrare, ma per convocare.
Capossela lo dice chiaramente: non è un’operazione nostalgica, né museale: 
«Abbiamo deciso di eseguire “Ovunque Proteggi” a venti anni dalla sua pubblicazione, in una data speciale. Aggiunge Capossela. Non si tratta di una operazione museale, ma di un intervento a cuore aperto. Tante, profonde e rumorose sono le ragioni per le quali queste canzoni sono vive e sanguinano. La sede scelta per questa convocazione di prodigi è l’anfiteatro romano dell’area archeologica di Pompei. La scelta è dovuta più alla colata lavica terminale che all’emulazione dei Pink Floyd.
È un disco nato dall’antichità, e nelle rovine trova il suo eco naturale. Pompei ci ricorda la grandezza e la finitezza del genere umano. La quotidianità che ci occupa la vita, nel momento in cui viene travolta dalla fine, è proiettata in un’immobile eternità: una condizione alla quale siamo costantemente esposti. Pompei è il luogo in cui l’havel havalim...il vanitas vanitatum, il fumo di fumi del Qohelet, tradotto e articolato dalla voce di Guido Ceronetti può risuonare.
Per sempre. Nel sacro Niente del vuoto eterno».


Pubblicato nel 2006 e vincitore della Targa Tenco come Miglior Album in Assoluto, Ovunque Proteggi è una pietra miliare del cantautorato italiano. Un disco che parla una lingua biblica e visionaria, fatta di parole di carne e di pietra, dolore e sangue. Capossela canta come Tom Waits, scrive come Ovidio, e nel farlo apre una strada nuova per la musica italiana del nuovo millennio. Un album che arrivò primo in classifica quando i dischi si compravano davvero, senza algoritmi a decidere per noi.
Nato in viaggio, registrato in modo nomade tra grotte, chiese, incontri e intuizioni, Ovunque Proteggi è un’opera che attraversa mondi sonori, sacre scritture, mitologie pagane, archetipi umani. È un disco di luoghi e visioni, che continua a interrogare il confine sottile — e crudele — tra ciò che è sacro e ciò che è mortale.