Music & Theater

Un psichedelico "Tango Glaciale reloaded" di Mario Martone al Nest. Recensione e intervista

Un grande e psichedelico primo appuntamento ieri per la nuova stagione Nest - Napoli Est Teatro, stasera 10 ottobre ci sarà la seconda replica, con lo spettacolo "Tango Glaciale Reloaded (1982-2018)" per la regia di Mario Martone in un riallestimento a cura di Raffaele di Florio e Anna Redi
Prima dell’inizio dello spettacolo Mario Martone ha voluto salutare il pubblico affollatissimo del Nest e ha terminato dicendo: «Con Tango Glaciale Reloaded si viaggia nel tempo, buon viaggio insieme a noi.»
Ed è stato un viaggio psichedelico e sorprendente di “dilatazione della propria coscienza” con parole, suoni e immagini per essere poi catapultati in un enorme videoclip anni ’80 tra musiche new wave e synth analogici a palla. In scena tre straordinari e bravissimi attori Jozef Gjura, Giulia Odetto e Filippo Porro che hanno dato il massimo della loro espressione attoriale, con pantomime destrutturate e movimenti sincronici mischiando lingue straniere. Martone racchiude in questo straordinario spettacolo, che infonde energia e dinamismo, riferimenti alla pop art, ai film d’autore e si concentra sulla “musicalizzazione” dell'ambiente scenico, sulla "coreografia aurea" intrisa di spazi e luoghi, di voci ed echi, che rispecchiano processi generativi sonici e corporei, aura di teatro, testimonianze e recital, drammaturgie risonanti, interfacce tangibili e udibili, performance digitali e sound design che fa di questo spettacolo un vero gioiello postmoderno.
Come mai ha riportato di nuovo in scena Tango Glaciale e quali sono le differenze apportate da quello originale…
«É nato nel contesto della mostra che ho fatto al museo MADRE, una riflessione sul lavoro fatto in questi quarant’anni, immaginata non come revival del passato, ma piuttosto capire il rapporto tra passato e il presente, un po' com’era nella mostra dove tutti i materiali, i filmati venivano mescolati attraverso gli anni eccetera e, anche Tango Glaciale Reloaded, è ricaricato appunto per tre attori giovanissimi. È stato ricostruito da Raffaele Di Florio e Anna Redi, che sono miei due collaboratori storici,  artisti bravissimi, che l'hanno ricostruito filologicamente, anche se allora si usavano proiettori per diapositive o Super 8, adesso c'è il computer e la proiezione digitale.»

          
“1977 2018 Mario Martone Museo Madre”,  la mostra tenutasi al Madre com’è nata e che lavoro c’è dietro? 
«Il direttore del museo MADRE, Andrea Viliani, mi aveva proposto di realizzare una mostra e per me è stata un'occasione interessante, perché io lavoro al cinema, al teatro e all'opera ed è molto difficile perché sono pubblici diversi, critici diversi, quindi, come se uno venisse sempre sezionato mentre io, invece, sono uno solo, sono lo stesso che fa il cinema, il teatro e l'opera. Questa mostra è stata l'occasione, invece, per mostrare il lavoro nell'insieme, ma soprattutto di mostrarlo non in senso cronologico, quindi, storicizzandolo, perché mi sento giovane perché si debba storicizzare. Mi è sembrato interessante prendere quest’archivio e farne performance e renderlo e metterlo  in rapporto con il presente, quindi viaggiare nel tempo. Viaggiare nel tempo io e far viaggiare nel tempo gli spettatori.»
Lei ha iniziato proprio a teatro, aveva fatto qualcosa anche prima di Tango Glaciale nel 1982…
«Ho iniziato con questo spettacolo Tango Glaciale, avevo ventidue anni, ma lavoravo da cinque anni, ne avevo diciassette anni quando ho cominciato ed era già un punto d'arrivo e poi fu uno spettacolo autonomo.»
Era più artiginale prima…
«Lo spettacolo si vedrà artigianale esattamente com'era, perché la ricostruzione è filologica e, quindi, si vede proprio la realizzazione di allora.  Sì, naturalmente, era un teatro che facevamo con ben pochi mezzi, ma che però ebbe un grandissimo successo, lo spettacolo lo abbiamo portato in tre continenti. Eravamo molto giovani e siamo stati fortunati e forse anche un po' bravi.»
Ci sarà anche una lunga tournée…
«Sì, adesso andremo al Romaeuropa Festival,  al TorinoDanza, al Parenti di Milano e così via…»

           
Il film Capri Revolution uscirà nelle sale a dicembre prossimo, che ha già ricevuto diversi premi tra cui il "Premio Speciale alla Regia" del Gala della Fiction e del Cinema in Campania...

«Di Capri Revolution non possiamo dire nulla adesso, l'abbiamo battezzato a Venezia dov'è stato accolto molto bene e adesso dobbiamo aspettare dicembre per riparlarne.»
Ci sono altri progetti cui sta lavorando?
«Sì, ma di questi parleremo tra un po’, intanto parleremo di Capri Revolution che sarà presentato anche qui a Napoli, quindi, ci vedremo alle prossime puntate.»

TANGO GLACIALE RELOADED (1982-2018)
regia Mario Martone   

progetto, scene e regia Mario Martone
riallestimento a cura di Raffaele Di Florio e Anna Redi
elaborazioni videografiche Alessandro Papa
con Jozef Gjura, Giulia Odetto, Filippo Porro
interventi pittorici / design Lino Fiorito 
ambientazioni grafiche / cartoons Daniele Bigliardo
parti cinematografiche / aiuto – regia Angelo Curti, Pasquale Mari 
elaborazione della colonna sonora Daghi Rondanini
costumi Ernesto Esposito
produzione Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini, Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
riallestimento nell'ambito del Progetto RIC.CIReconstruction Italian Contemporary Choreography Anni Ottanta/Novanta (Ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini)
in coproduzione con Fondazione Ravenna Manifestazioni 
con il sostegno di Torinodanza festival | Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale
in collaborazione con Amat – Associazione Marchigiana Attività Teatrali / Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee/ Fondazione Teatro Comunale di Ferrara /Teatro Pubblico Pugliese - Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura / Fondazione Toscana Spettacolo onlus/ Fondazione Milano – Civica Scuola di Teatro "Paolo Grassi".