Music & Theater

Numero 10, Maradona diventa spettacolo al Palapartenope

Sarà il Teatro Palapartenope a ospitare, il 3 e 4 ottobre 2026, la prima assoluta di "Numero 10", lo spettacolo epico e monumentale ispirato alla storia di Diego Armando Maradona, prodotto da Coloriamo i Sogni. Un progetto che, come dichiara la regista, vuole prendere le distanze da qualunque narrazione documentaristica per compiere un viaggio nel mondo interiore del campione: la lontananza dalla sua terra, le paure, l'ombra in cui cercò rifugio per sfuggire al peso della gloria.
Sul palco Erasmo Genzini, volto noto della fiction con "Mina Settembre" e "Che Dio ci aiuti", veste i panni del Pibe de Oro. Al suo fianco Maurizio Casagrande è Ottavio Bianchi, l'allenatore che guidò il Napoli al primo Scudetto e alla Coppa Italia, e Giorgio Borghetti interpreta il Giornalista, antagonista dichiarato e incarnazione della stampa più cinica. Ivan Granatino è la voce del popolo e canta in scena attraverso il rap. La partecipazione straordinaria è di Lina Sastri, nel ruolo della madre di Diego: sua la voce che apre la narrazione. Con loro un ensemble di ballerini e acrobati, con le coreografie di Rimi Cerloj.
Lo spettacolo comincia dalla fine: un leggio vuoto, accecato dai flash, il rumore mediatico che annuncia la morte del campione. Poi un canto materno riporta indietro il tempo, dai sobborghi poverissimi di Buenos Aires fino a Napoli. La drammaturgia alterna il racconto umano ai momenti più iconici della storia del calcio, ricreati con movimento, acrobazia e musica, tra cui l'irruzione di un'orda di bambini in coreografie calcistiche. Al centro, la scena in cui Maradona, davanti a un grande albero di Natale dove i napoletani appendono i propri desideri, legge il proprio nome accanto a quelle speranze e comprende di aver restituito sogni a una città che aveva smesso di crederci.


La regia e la sceneggiatura sono firmate da Carolina Fanelli, classe 1995, che porta in teatro un linguaggio dichiaratamente cinematografico: una colonna sonora accompagna l'intero racconto e il ritmo dei dialoghi è più vicino alla sceneggiatura che alla tradizione teatrale. Per il testo si è avvalsa della collaborazione del giornalista Marino Bartoletti, che in scena interpreta sé stesso e firma il monologo conclusivo, un finale che restituisce al pubblico "non un'icona, ma un uomo che ha saputo accendere sogni".
Grande impatto visivo per la scenografia di Fabio Masetti: torri rotanti alte sette metri e mezzo, veri e propri totem che custodiscono i mondi attraversati da Maradona. Ogni lato è un luogo: i vicoli e le bandiere di Napoli, le lamiere e le lanterne di Buenos Aires, le tribune monumentali dello stadio. La scelta estetica è volutamente non celebrativa: colori scuri, ruggine, polvere e cenere, costumi consumati e personaggi quasi tutti scalzi.
Le musiche originali sono di Phil Mer, già al fianco di Pino Daniele, Pooh e Zucchero: orchestra classica ed elettronica si fondono, dominate da percussioni ottenute campionando oggetti non convenzionali, con richiami alla musica popolare argentina e napoletana.
I biglietti sono in vendita su TicketOne.