Il villaggio dei “pazzi” sbarca a Napoli: Capossela in scena il 21 ottobre
- di Nicola GarofanoFoto di Nicol Vizioli
Un uomo e un gatto in una vasca da bagno, che è anche un'arca di Noè. Intorno a loro i fantasmi di una vita che si affollano in forma di canzoni. Con questa immagine arriva mercoledì 21 ottobre, alle 21 al Teatro Augusteo, E Morte non avrà dominio, la prima Ballad Opera di Vinicio Capossela. In scena con lui c'è Pierpaolo Capovilla.
Per il pubblico napoletano è l'occasione di ascoltare dal vivo, in anteprima, quindici canzoni nuove. Finiranno in Milk Wood Bar, il disco in uscita il 22 gennaio 2027 per BMG, anticipato dal singolo "Oltre il bosco".
Il lavoro nasce dal poema per voci Under Milk Wood del gallese Dylan Thomas. Capossela l'ha già portato su Rai Radio3 con il radiodramma Sotto il bosco di latte, ancora disponibile su RaiPlay Sound. Ora lo ha sviluppato in uno spettacolo di teatro musicale, debuttato al Romaeuropa Festival il 3 e 4 ottobre. Seguirà una lunga tournée nei teatri italiani.
Lo spettacolo è prodotto da IMARTS, Fondazione Teatro Due Parma e La Cùpa. La Ballad Opera, si legge nelle note di produzione, "avrà un tempo preciso, lungo solo una stagione teatrale".
È la prima volta di Capossela in un genere dove canzone, parola, voci e presenze sceniche costruiscono insieme la drammaturgia. I brani non vengono semplicemente eseguiti, ma rappresentati. Prendono vita insieme ai loro personaggi, dialogano tra loro e si intrecciano alle parole.
L'opera è dedicata a Renato Striglia, amico e dj radiofonico scomparso prematuramente. Striglia aveva lavorato per anni a una versione italiana di Under Milk Wood senza riuscire a finirla. È sua l'idea da cui parte lo spettacolo. «Tutto nasce da una morte, racconta Capossela, da un seme raccolto che deve andare oltre quella morte per generare».
Per questo la Ballad Opera è prima di tutto «una storia di amicizia, un'amicizia maschile, genere un po' fuori moda». Capossela la accosta a quella raccontata sullo schermo da Francesco Sossai in Le città di pianura. Capovilla è stato invitato a prendere posto nella vasca per celebrare quel legame e «una serie di cose in disuso». L'elenco di Capossela comprende il rock'n'roll, l'epica del fallimento, l'amore per i cattivi maestri, l'ammutinamento, il sabotaggio, la ribellione, la fragorosa solitudine, la felinità, l'anarchismo.
Capovilla è al centro della scena, solo con il gatto. Lo visitano le presenze dello strambo villaggio di Llareggub, il paese sul mare inventato da Thomas. Nel corpo dell'attore si incarnano Renato, Thomas e Capitan Gatto, il marinaio cieco protagonista della storia. Capovilla attraversa lo spettacolo come guida, naufrago e custode di memorie. Costruisce con Capossela un dialogo continuo tra racconto e canzone, e il teatro diventa uno spazio abitato da richiami lontani e visioni che affiorano dall'oscurità.
Con i due protagonisti ci sono il controtenore Elvis Zini, la cantante Leandra Bordone e l'attrice Gaia Barco. Completano il cast i musicisti Alessandro "Asso" Stefana (chitarre, banjo e paesaggio sonoro), Vincenzo Vasi (theremin, batteria, voci e campionatore), Raffaele Tiseo (violino e organo) e Riccardo Loda (contrabbasso). Con le voci registrate formano «una comunità in continua metamorfosi», con presenze che si rincorrono come segnali radio. La regia è del collettivo La Cùpa, la scenografia di Giuliano Spinelli e le luci di Loïc Hamelin.
«Questo è un lavoro sull'innocenza, sull'Eden perduto, sulla comunità», spiega Capossela. Thomas pensava di intitolarlo the town that was mad, il villaggio dichiarato collettivamente pazzo perché ognuno è semplicemente com'è. «La società dell'ordine, della legge, del potere li recinta per non diffondere il contagio di questa forma di insanità. Fuori è il mondo che conosciamo».
In un tempo attraversato da guerre, paure e nuove solitudini, Capossela sceglie di stare dalla parte della pluralità, della fragilità e della vita. Come scriveva Thomas, la morte non avrà dominio.
Info: Teatro Augusteo, Napoli, mercoledì 21 ottobre, ore 21. Prevendite tramite qui o sul sito: viniciocapossela.it