Music & Theater

"Ferdinando" con Gea Martire al Piccolo Bellini di Napoli

Torna al Piccolo Bellini di Napoli dal 26 dicembre a grandissima richiesta, dopo il successo della stagione scorsa, Ferdinando, tra i testi più famosi di Annibale Ruccello, nella messa in scena a cura di Nadia Baldi. La storia racconta, in un perfetto equilibrio tra comico e tragico, della baronessa Donna Clotilde che, agli albori dell’Unità d’Italia, si ritira in un’antica villa vesuviana. Sceglie l’isolamento come segno di disprezzo per la nuova cultura piccolo borghese che si va affermando dopo l’unità d’Italia. Le sue giornate in compagnia della cugina Gesualda, che svolge l’ambiguo ruolo di infermiera/carceriera e del parroco del paese, Don Catellino, trascorrono anonime e noiose, finché non arriva Ferdinando, un giovane nipote di Donna Clotilde, dalla bellezza “morbosa e strisciante”, che scatena un intrigo passionale che coinvolgerà tutti i personaggi in un gioco morboso di rimandi e ricatti che faranno emergere scomode verità fino all’inarrestabile degrado.

Info Spettacolo

Piccolo Bellini, dal 26 dicembre al 5 gennaio

Orari: feriali ore 21:15, giovedì ore 19:00, domenica ore 18:30. Lunedì 30 dicembre e sabato 4 gennaio ore 19:00, mercoledì 1 gennaio ore 21:15.

Prezzi: 18€ intero- 15€ ridotto- 10€ under29

FERDINANDO

di Annibale Ruccello

con

Donna Clotilde Gea Martire

Gesualda Chiara Baffi

Don Catellino Fulvio Cauteruccio

Ferdinando Francesco Roccasecca

Regia Nadia Baldi

Costumi Carlo Poggioli

Scenografia Luigi Ferrigno

 

consulenza musicale Marco Betta aiuto regia Rossella Pugliese organizzazione Sabrina Codato Progetto luci Nadia Baldi Foto in videoproiezione Davide Scognamiglio Produzione Teatro Segreto srl

 

Nadia Baldi firma la regia di Ferdinando, il testo forse più famoso di Annibale Ruccello, andato in scena per la prima volta il 28 febbraio 1986. L’opera ha vinto due premi IDI: uno nel 1985 come testo teatrale, il secondo nel 1986 come miglior messinscena. Lo spettacolo sarà in scena a Roma al Piccolo Eliseo dal 18 ottobre al 5 novembre.

Donna Clotilde (Gea Martire), baronessa borbonica, si è rifugiata in una villa della zona vesuviana, scegliendo l’isolamento come segno di disprezzo per la nuova cultura piccolo borghese che si va affermando dopo l’unificazione d’Italia. È con lei una cugina povera, Gesualda (Chiara Baffi), che svolge l’ambiguo ruolo di infermiera/carceriera. I giorni trascorrono uguali, tra pasticche, acque termali, farmaci vari e colloqui con il parroco del paese, Don Catellino (Fulvio Cauteruccio), un prete coinvolto in intrallazzi politici. Nulla sembra poter cambiare il corso degli eventi, finché non arriva Ferdinando (Francesco Roccasecca), un giovane nipote di Donna Clotilde, dalla bellezza “morbosa e strisciante”. Sarà lui a gettare lo scompiglio nella casa, a mettere a nudo contraddizioni, a disseppellire scomode verità e a spingere un intreccio apparentemente immutabile verso un inarrestabile degrado.

Ferdinando contiene notevoli elementi espressivi per una realizzazione teatrale delle emozioni umane specchiandosi nella tagliente forza di una storia che attraverso il teatro ruoti intorno al disvelamento di una serie di segreti. Ferdinando si concentra su quello che è forse il più insondabile mistero: la mente umana. Nasce così in me l’esigenza di indagare il possibile e impossibile mondo creativo che le donne sanno attuare quando i freni inibitori e culturali non hanno più il loro potere censurante. Tutti i personaggi in una prima fase si presenteranno nel loro quotidiano per poi disvelare geniali strategie e stupefacenti mondi interiori. Lo spettacolo si incentrerà su un’indagine minuziosa, sul cogliere le sottigliezze dei gesti, degli sguardi, dei corpi in agguato. Racconterà la singolare dinamica attraverso la quale gli oggetti divengono padroni dei luoghi, mentre le fantasie interiori dei personaggi diventano padroni della loro esistenza fino a spingerla verso una dimensione surreale, comica, drammatica e imprevedibile: esiste sempre una connessione tra noi e i luoghi, tra noi e gli oggetti, tra noi e la memoria. Le follie e gli incroci amorosi contenuti nella trama emergeranno come elementi contemporanei e modernissimi che da sempre regolano la potenza dei sogni e degli affetti presenti nella storia dell’umanità. Ferdinando mette in luce le connessioni esistenziali fra dramma e malinconia, comicità e solitudine, sottolineando tali contrasti attraverso un uso di una messinscena che mira a svelare gli opposti sentimentali disseminati in tutte le esistenze.” Nadia Baldi