Music & Theater

"Atti osceni. I tre processi di Oscar Wilde" al Bellini di Napoli

Al teatro Bellini di Napoli dal 28 gennaio al 2 febbraio 2020 va in scena lo spettacolo, Atti osceni. I tre processi di Oscar Wilde di Moisés Kaufman per la regia, scene e costumi Ferdinando Bruni e Francesco Frongia.

Il 25 maggio del 1895 Oscar Wilde viene condannato dal giudice Willis a due anni di lavori forzati per omosessualità, il massimo della pena prevista dalle rigide leggi dell’epoca Vittoriana. Ad accusarlo, Lord Queensberry, il padre di Bosie, il ragazzo amato da Wilde. Moisés Kaufman, autore e regista newyorchese di origine venezuelana, ci racconta attraverso un avvincente montaggio di reperti tratti dai verbali giudiziari e altre testimonianze, la vita dello scrittore e, in particolare i tre processi che lo coinvolsero. Kaufman, come spiega lui stesso, cerca di raccontare la Storia attraverso il teatro, tenendo conto delle diverse versioni di quello che era successo durante quei processi: George Bernard Shaw, Lord Alfred Douglas, Frank Harris, Oscar Wilde, ognuno raccontava una sua personale, e a volte molto diversa, storia di quanto era accaduto. In scena, osserviamo lo svolgimento del processo, dal quale emerge come l’ipocrisia benpensante dell’opinione pubblica osteggiò Wilde, nonostante fosse un celebre e amatissimo scrittore e drammaturgo. La messinscena di Ferdinando Bruni Francesco Frongia, con il supporto dei nove straordinari attori, ognuno dei quali interpreta più di un personaggio, riesce a travalicare i confini della ricostruzione storica, trasformandola in un rito teatrale in cui si parla di arte, di libertà, di teatro, di sesso, di passione e in cui si aprono squarci poetici e incursioni commoventi nell’opera del poeta. Così il processo a Wilde diventa il processo a qualunque artista proclami con forza l’assoluta anarchia della creazione.

Piccolo Bellini, dal 28 gennaio al 2 febbraio

Orari: feriali ore 21:00, mercoledì e sabato ore 17:30 e 21:00, domenica ore 18:00

Prezzi A partire da 14€ - 15€ under29

Teatro Bellini, dal 28 gennaio al 2 febbraio

Atti osceni. I tre processi di Oscar Wilde

di Moisés Kaufman

traduzione Lucio De Capitani

suono Giuseppe Marzoli
luci Nando Frigerio

regia, scene e costumi Ferdinando Bruni, Francesco Frongia

produzione Teatro dell’Elfo

con Giovanni Franzoni (Oscar Wilde)

Riccardo Buffonini (Lord Alfred Douglas/Narratore)

Ciro Masella (Marchese di Queensberry, avvocato Gill, procuratore Lockwood, Narratore)

Nicola Stravalaci (avvocato Carson, Giudice, Narratore)

Giuseppe Lanino (avvocato Clarke, narratore)

Giusto Cucchiarini (George Bernard Shaw, Giudice, Sidney Mavor, Narratore)

Filippo Quezel (Frank Harris, Alfred Wood, Banditore, Narratore)

Edoardo Chiabolotti (Wright, Giudice, Charles Parker, Regina Vittoria, Narratore)

Ludovico D’Agostino (Atkins, Narratore)

produzione Teatro dell’Elfo

Il grande autore irlandese è stato al centro di molti progetti ideati dalla coppia registica dell’Elfo, a partire da una sensuale Salomè tutta al maschile, per passare all’ironia sferzante del Fantasma di Canterville, fino all’intramontabile Importanza di chiamarsi Ernesto.

Atti osceni aggiunge un tassello inedito all’indagine che Bruni e Frongia stanno compiendo nell’opera di questo scrittore notissimo e, proprio per questo, ancora tutto da scoprire. Il testo di Moisé Kaufman porta in scena Oscar Wilde stesso, raccontando la sua vita e in particolare i tre processi che lo coinvolsero nel 1895. E lo spettacolo riesce a restituire un ritratto a tutto tondo della personalità artistica e umana di questo soave e impietoso fustigatore di tutte le ipocrisie e a comporre un affresco di una società come quella vittoriana, epitome di tutte le società ipocrite.

Al centro della rappresentazione vi sono dunque un’aula di tribunale e un serrato dibattito giudiziario, ma la scrittura di Kaufmann riesce a travalicare i confini di un’appassionante ricostruzione storica per trasformarsi in un rito teatrale in cui si parla di arte, di libertà, di teatro, di sesso, di passione e in cui si aprono squarci poetici e incursioni commoventi nell’opera del poeta. Così il processo a Wilde diventa il processo a qualunque artista proclami con forza l’assoluta anarchia della creazione.

Nove interpreti compongono il cast, provenienti da diverse esperienze teatrali ma tutti ugualmente impegnati nel portare in scena un testo che chiede la capacità di farsi “narratori” e nel breve volgere di qualche battuta “personaggi”, di passare dal rapporto diretto col pubblico alla ricostruzione di un altro luogo e di un’altra epoca: Giovanni Franzoni, Ciro Masella, Nicola Stravalaci, Giuseppe Lanino, Riccardo Buffonini, Giusto Cucchiarini e i giovani Edoardo Chiabolotti, Ludovico D’agostino, Filippo Quezel.

 

Moisés Kaufman

«Nel lavoro di costruzione di Atti osceni erano due le cose che mi interessavano – racconta l’autore. Primo, volevo raccontare la storia, una possibile storia, di questi processi. E secondo, ero interessato a usare questa storia per continuare il mio lavoro di esplorazione sulla forma e il linguaggio teatrale. Più precisamente: come può il teatro raccontare la Storia? Man mano che procedevo nel lavoro, mi accorgevo che esistono varie versioni di quello che era successo durante quei processi, a seconda delle persone coinvolte: George Bernard Shaw, Lord Alfred Douglas, Frank Harris, Oscar Wilde, ognuno raccontava una sua personale, e a volte molto diversa, storia di quanto era accaduto. Mi sembrava che ogni tentativo serio di ricostruire questa vicenda doveva dare conto, in un modo o nell’altro, di questi differenti punti di vista. Tutto questo mi metteva di fronte a un problema molto stimolante: come creare una pièce che contenesse tutta la molteplicità di queste storie e nello stesso tempo conservasse una linea drammaturgica coerente».

Nel settembre del 2016 Moisés Kaufman viene insignito della National Medal of Arts dal Presidente Barack Obama, la più alta onoreficenza conferita ad un artista, e candidato al Tony e all’Emmy Award come Migliore Regia e Migliore Sceneggiatura.

Collabora a numerose commedie di successo rappresentate a Broadway, tra le quali: The Heiress con Jessica Chastain; 33 Variations (candidato a cinque Tony Award) con Jane Fonda di cui è anche autore; Bengal Tiger at the Baghdad Zoo del finalista Premio Pulitzer Rajiv Joseph, con Robin Williams e I Am My Own Wife opera vincitrice di un Pulitzer e di un Tony Award.

I suoi lavori Atti Osceni: i tre Processi di Oscar Wilde e Il Laramie Project sono tra le commedie più rappresentate in America negli ultimi dieci anni. Scrive e dirige l’adattamento cinematografico del Laramie Project per l’emittente televisiva HBO, che ha concorso a due Emmy Award come Migliore Regia e Migliore Sceneggiatura. Attualmente, sta scrivendo e dirigendo insieme al compositore Arturo O’Farrill (vincitore di un Grammy Award) un nuovo adattamento della Carmen di Bizet. Kaufman è direttore artistico del Tectonic Theater Project e beneficiario di una borsa di studio Guggenheim per la scrittura drammaturgica.