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Storie di donne: Elena

Sono arrivata in Italia a 15 anni. 
Mi ci ha portata un amico di famiglia.
Credevo che mia mamma mi avesse fatto accompagnare da lui per non lasciami da sola in un paese straniero.

"Sei così brava a fare le acconciature - mi diceva - Massimo ti aiuterà a trovare lavoro da un suo amico"
Ero felice di partire. 
Studiare non mi è mai piaciuto, il mio sogno era diventare una parrucchiera.
Così, feci le valigie contenta.
Abbracciai forte forte la mia mammina e salii in macchina con Massimo.

Arrivata in Italia scoprii che mia madre mi aveva venduta.
Per pochi soldi, neanche tanti e che Massimo era un pappone.

"Se non scopi, non mangi!"
Così mi disse prima di rinchiudermi in una stanza. 
Al buio. 
Senza acqua.
Senza cibo.
C'era un materasso buttato sul pavimento e un secchio di latta.
Non comprendevo cosa dovessi farci, con quel secchio.
Solo dopo ho capito che mi sarebbe servito per pisciare.

Per passare il tempo, cominiciai a contare i piccoli sassi che erano a terra.
Un giorno non ne trovai più.
Decisi di rispargerli in giro e di ricominciare a contarli.
Non so per quanto andai avanti così, persi il conto dopo un po'. 
Non so nemmeno quanto tempo io sia rimasta lì.

Poi un giorno dei passi.
La chiave nella serratura.
La luce di una torcia in faccia.
"Sei davvero carina come mi avevano detto."
Cercai di indietreggiare, ma il muro dietro di me mi fece capire che il mio andare era finito lì. 
Dopo di lui ne entrarono altri 3.
Non ero mai stata con un ragazzo.

In strada mi ci hanno portata appena sono spariti i lividi.
La mia gonna era talmente corta che avevo mezzo culo da fuori
Non volevo uscire di casa in quel modo.
Così ci hanno pensato loro con un bel calcio nella schiena.
Già! 
Perché le botte le prendevo ovunque, tranne che sul viso.
Se hai il viso tumefatto non puoi scendere in strada, sembra brutto.

Potrei riconoscerli tutti i miei clienti.
Dal primo all'ultimo.
Ognuno con un odore diverso.
Ognuno con un sudore diverso.
Ognuno con una pretesa diversa.
Eppure, tutti uguali nel pensare che io sia solo un oggetto con cui possono scopare quando e come vogliono.

Oggi ho 30 anni.
Faccio la puttana da metà della mia vita eppure, non sono mai stata baciata.

 

Storie di donne, Rosanna Pannone

 

Se volete essere uno dei protagonisti dei mie racconti, scrivetemi: dottorecaffe@gmail.com
mettendo in oggetto "Storie di donne".

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