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"Nel silenzio delle nostre parole" bello, sorprendente, autentico il nuovo libro di Simona Sparaco. Recensione

Veramente bello, sorprendente, autentico il libro di Simona Sparaco Nel silenzio delle nostre parole, vincitore della prima edizione 2019 del Premio DeA Planeta, concorso letterario indetto dalla casa editrice spagnola, pubblicato il 14 maggio scorso, pag.284, 18.00 euro.

Scrittrice e sceneggiatrice, Simona Sparaco, romana, classe 1978, finalista nel 2013 al Premio Strega per Nessuno sa di noi, ha abituato nel tempo i suoi lettori ad una scrittura pulita e diretta, efficace e precisa nel descrivere personaggi, luoghi e situazioni fin dal suo primo romanzo di esordio Lovebook.

Nel silenzio delle nostre parole è il romanzo della sua maturità, in quanto le vite intrecciate dei personaggi principali costituiscono un caleidoscopio di emozioni non facile da gestire nell’impianto narrativo ispirato ad un fatto realmente accaduto, ovvero il rogo della Grenfell Tower di Londra avvenuto nella notte del 14 giugno 2017, nel quale morirono 72 persone.

Simona Sparaco spiega che il romanzo è nato con l’intento di indagare la complessità e l’incapacità di relazione comunicativa tra genitori e figli e, più in generale, la solitudine del nostro tempo sempre più multiculturale, ma ancorato a pregiudizi difficili da scardinare.

Nel quartiere Kreuzberg di una Berlino fredda ed impenetrabile, avvolta in una nebbia fumosa che trasforma la realtà in un sogno, in un palazzo di quattro piani, dentro un appartamento disabitato, un frigorifero va in cortocircuito.

Le fiamme si propagano lentamente e avvolgono le vite delle persone rinchiuse nei loro appartamenti dominati dalla visione tetra e minacciosa della mongolfiera Die Welt.

Alice, una studentessa italiana, attende il ritorno del suo compagno Matthias e stenta a prendere sonno.

Da qualche mese si è trasferita in quell’appartamento. Non studia come dovrebbe e passa le sue giornate a ricercare una bellezza antica nel Museo di Pergamo, scrivendo una sorta di diario alla madre Silvana con la quale ha un rapporto conflittuale.

Polina, un ex ballerina classica, non accetta la sua maternità e la rinuncia ai suoi sogni. Vorrebbe farla finita, ma non trova il coraggio di mettere in atto tale insano proposito.

Hulya,fidanzata con Mensur, gestisce uno spaccio ma è segretamente attratta da Polina di cui cattura immagini con una videocamera per poterla contemplare, al riparo di ogni altro sguardo.

Naima e Gerard, due vecchi coniugi, non sanno cosa aspettarsi dal loro figlio Bastien e dalla sua compagna Sheyda. Il loro è un rapporto ormai fatto solo di sguardi e di finte premure, soprattutto quelle riservate ai genitori da Bastien che vorrebbe internarli per vendere la loro casa. Una spiegazione al suo comportamento esiste ed è racchiusa in sole sei parole impossibili da pronunciare.

Ognuno dei personaggi vive la propria vita da solo come mprigionato in una bolla di sapone gigantesca che avvolge pensieri e azioni. C’è una distanza invisibile che separa gli uni dagli altri, ma palpabile e vera.

L’atmosfera è ovattata, onirica e i pensieri dei protagonisti sono descritti quasi a rallentatore con precisione chirurgica. Eppure tra poco non ci sarà più tempo perché il fuoco travolgerà le loro esistenze. Qualcuno rinascerà a nuova vita, imparando a decifrare tutto ciò che resta e le parole non dette assumeranno un significato nuovo e profondo nel silenzio dei ricordi.

Si provano emozioni forti e potenti nel leggere Nel silenzio delle nostre parole perché, essendo un romanzo corale, possiamo identificarci un po’ in tutti i personaggi così sfaccettati ma ben costruiti e funzionali all’intreccio. Più conosciamo i personaggi e più ci auguriamo che possano sopravvivere all’incendio e, quindi, proviamo una forte e crescente partecipazione emotiva tanto da suggerire in prima persona nuovi significati ai silenzi dei personaggi.

Il romanzo in definitiva è un monito a vivere bene il nostro tempo e ad aprirci agli altri superando “l’incapacità di mostrarci per quello che siamo, proprio alle persone che ci sono più vicine”.

La letteratura ed il cinema, in particolare quello di Antonioni, hanno da tempo sottolineato la difficoltà del genere umano a stabilire relazioni interpersonali aperte e costruttive. Oggi, con l’avvento della realtà virtuale , questa problematica si è inasprita al punto da arrivare ad un solipsismo esistenziale fortemente patologico.

                                  

 

Simona Sparaco presenta Nel silenzio delle nostre parole

Martedì, 4 Giugno 2019 - Sala Arengo Novara (NO) ore 18:30

Venerdì, 7 Giugno 2019 - Libreria I Granai Roma (RM) ore 18:00

Martedì, 11 Giugno 2019 - Libreria Ubik- Frosinone (FR) ore 18:30

Giovedì, 13 Giugno 2019 - Libreria Tasso - Sorrento(NA) ore 20:00

Venerdì, 14 Giugno 2019 - Largo Barbuti - Salerno (SA) ore 20:30