Mirabella Eclano tra le finaliste per la Capitale Italiana della Cultura 2028
- di Nicola GarofanoTra storia, innovazione e sostenibilità, l’Irpinia prova a scrivere una nuova pagina della cultura italiana. Il borgo di Mirabella Eclano è infatti tra le dieci città finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028, la cui proclamazione avverrà il 27 marzo da parte del Ministero della Cultura.
La candidatura del comune irpino si fonda sul dossier “L’Appia dei Popoli – Incubatrice di Art Thinking”, diretto dal critico e curatore Francesco Cascino su mandato del sindaco Giancarlo Ruggiero e dell’assessore alla cultura Raffaella Rita D’Ambrosio.
Un progetto che prova a distinguersi nel panorama delle candidature introducendo un approccio strutturale e innovativo: l’adozione dei criteri ESG come modello di sviluppo culturale permanente. L’acronimo: Environmental, Social e Governance, indica i tre pilastri della sostenibilità contemporanea: tutela ambientale e della biodiversità, inclusione sociale e benessere collettivo, etica nella gestione e nelle scelte organizzative. Un paradigma ormai centrale anche a livello europeo, diventato parametro di responsabilità per imprese e istituzioni.
Nel cuore del dossier c’è il concetto di Art Thinking, ovvero l’arte intesa non solo come produzione culturale ma come metodo per ripensare i problemi e generare innovazione. Un approccio che mette in dialogo creatività, economia e territorio, trasformando la cultura in uno strumento concreto di sviluppo.
Secondo l’avvocato Alberto Improda, responsabile ESG del dossier, le sfide della sostenibilità oggi sono sempre più urgenti e coinvolgono contemporaneamente ambiente, economia e dimensione sociale. In questo scenario, spiega, arte e cultura diventano elementi centrali per immaginare nuovi modelli di impresa e nuove forme di crescita territoriale.
Improda sottolinea inoltre come le aziende siano chiamate ad assumere una responsabilità pubblica sempre più ampia: i criteri ESG delineano infatti un modello imprenditoriale innovativo, capace di conciliare obiettivi apparentemente distanti come profitto economico e sviluppo sociale. In questo processo l’Art Thinking diventa lo strumento capace di tenere insieme visione creativa e strategia, trasformando l’immaginazione culturale in motore di innovazione.
La candidatura di Mirabella Eclano si inserisce così in un orizzonte più ampio: non solo la valorizzazione di un territorio ricco di storia, ma la sperimentazione di un nuovo modo di fare cultura, capace di intrecciare sostenibilità, imprese e comunità.
Il verdetto arriverà a fine marzo. E per l’Irpinia potrebbe essere l’inizio di una nuova stagione culturale.