"Frangia" non è solo una pettinatura, ma una storia e più in particolare una persona. Intervista a Jurijgami

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È disponibile su Spotify ed è in rotazione radiofonica “Frangia” (Piuma/Matilde e Artist First), il nuovo singolo di Jurijgami che precede l’albumin uscita a febbraio 2020.

Jurijgami è un cantautore e chitarrista comasco. Figlio di musicisti, cresce nella periferia comasca suonando con vari gruppi della zona e seguendo il padre tra palchi e backstage. A 19 anni inizia a suonare in alcuni locali della zona usando lo pseudonimo “Jurijgami” nato da un gioco di parole tra il suo vero nome “Jurij” e “gami”, che per assonanza si avvicina ad origami. L’8 giugno 2018 pubblica con Cello Label, un’etichetta indipendente di Bruxelles, il suo primo singolo intitolato“Christian De Sica”, omaggio ironico all’attore romano, seguito dal secondo singolo “Tra il tedio e il dolore” e dall’Ep “Breve ma incenso”. Nel maggio del 2019 pubblica per Piuma Dischi/Matilde Dischi distribuito Artist First il singolo “Pietra” insiemeal rapper friulano Doro Gjat. Tra i locali che lo hanno ospitato troviamo il circolo Ohibò in apertura ai Kutso, il MemoPiola a Bruxelles mentre tra i festival estivi da segnalare il Big Bang Music Fest condividendo il palco con Margherita Vicario,Mox, Cimini e i Rovere e l’Eat Sound Festival insieme aCardo, I Segreti e i Kaufman.

Parliamo del tuo nuovo singolo Frangia...

«Frangia non è solo una pettinatura, ma una storia e più in particolare una persona o meglio è il taglio di capelli di questa persona. Ho voluto parlare dell'inizio di questa storia d'amore e raccontarla in modo che la gente che l'ascolti possa percepire l'essenza della persona di cui parlo e allo stesso tempo rivedersi in quello che dico, infatti, il ritornello è molto descrittivo. Avevo il desiderio che le ragazze che l'ascoltassero potessero, in qualche modo, rivedersi nello stile che descrivo, parlo di ragazza indie non inteso come stile musicale, la ragazza indie esce, va ai concerti, si appassiona».

Questa ragazza indie alla quale fai riferimento però è una ragazza ben precisa che ti ha ispirato la scrittura del brano. Ma l'hai scritto di getto o è nato dopo un lungo ragionare?

«Sì, quando ho scritto questa canzone ho pensato a una ragazza ben precisa, nel descriverla sono molto preciso però, secondo me, la forza di questa canzone è che comunque chi l'ascolta, in un certo modo, può ritrovarsi. Ma se la tua domanda è “se ho scritto questa mia canzone per una persona in particolare?” la mia risposta è sì! Poi, in genere, le canzoni, dentro me, maturano sempre e raramente riesco di getto a mettere giù l'idea completa del pezzo. Nel brano non parlo di un lasso di tempo molto ampio, parlo di una nottata, però il pezzo non è nato di getto».

Nella canzone canti che hai tenuto tutto dentro per troppo tempo e questo è un male perchè poi quando esce, esce tutto insieme e magari può avere effetti negativi. Magari tutto quello che tu hai tenuto dentro ti è servito a scrivere questa canzone...

«Sicuramente ci sono diverse tipologie di persone, quelle che esternano subito tutto e quelle che, al contrario, si tengono tutto dentro. Secondo me, tenersi tutto troppo dentro diventa un problema perchè quando non ne puoi più, esterni tutto e magari in modo troppo aggressivo e la persona con la quali parli non riesce a comprendere tutto, non riesce a capire tutto quello che hai tenuto dentro. Sicuramente per poter scrivere canzoni bisogna anche un po' soffrire, provare delle emozioni forti, tenere dentro di te, in questo senso, può aiutare però, nel momento in cui esterni tutto quello che hai tenuto dentro, può esserci eccessiva aggressività come è stato nel mio caso e come racconto nella canzone».

La canzone è accompagnata da un video, ci sono dei momenti nei quali si vede chiaramente che sorridi divertito. Cosa stava succedendo vicino a te?

«Sì, ero a Milano e ridevo perchè era un momento molto imbarazzante perchè c'era tutta la gente che passava e il momento topico è alla fine della ripresa, si vede passare un ragazzo che voleva vendermi dei fiori, e ha provato veramente a vendermi dei fiori (ride), non si è accorto della situazione, non si è reso conto che mi stavano filmando e lui si era fermato prorpio tra me e la telecamera ed è stata una scena molto divertente».

Ho letto che a breve uscirà il tuo album?

«L'album uscirà a breve. ho finito di registrare tutti i pezzi e probabilmente uscirà a febbraio, prima però usciranno altri due singoli. Le canzoni che comporranno l'album in realtà le ho già suonate tutte live, ma non sono ancora uscite. Trovare un filo conduttore è abbastanza difficile, il mio filo conduttore è l'ironia, cerco di trattare temetica comuni ma in modo ironico, magari sono testi che non arrivano al primo ascolto, ma necessitano di più ascolti, ma questa è una caratteristica che mi contraddistingue. Per quanto riguarda i suoni, ritengo appartenere al genere pop, anche se cerco in tutti i modi di sperimentare».

Hai usato un temine “sperimentare” e usare questo termine in musica apre diversi scenari, come quando in Italia gruppi storici come Le Orme, Banco, PFM e New Trolls, ad esempio, erano tra i massimi “sperimentatori”...

«Purtroppo, adesso in Italia abbiamo il problema che quando va di moda un genere musicale dobbiamo metterci un po' tutti dietro e fare quella stessa cosa e modificarci in modo da copiare quel genere. Però ciclicamente cambia e magari è anche questo che limita un po' la sperimentazione. Anche perchè quando tu porti un prodotto un po' diverso, la gente storce il naso perchè non è un genere attuale, diversamente da altri paesi che accettano più stili musicali. Io vado avanti con le mie idee e spero di poter portare avanti la mia senza contaminarmi troppo».

Mi piace abbinare la musica alla cucina e quindi ti chiedo se tu fossi un piatto quale saresti e perchè?

«Un'insalata di mare, di solito in questo piatto ci sono sempre molti ingredienti e quando sperimenti, di solito, metti sempre tanti elementi insieme, l'importante è sempre raggiungere un equilibrio tra i sapori».