Gianni Simioli e il suo San Gennaro Day - Intervista

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Gianni Simioli e il suo San Gennaro Day - Intervista

Gianni Simioli è l’ideatore e mattatore del San Gennaro Day, una straordinaria manifestazione che premia chi costantemente con la propria arte, imprenditoria, musica, cultura e meridionalità, fa il “miracolo”.
Il San Gennaro Day si terrà il 24 settembre alle ore 20,30 sul sagrato del duomo di Napoli, evento organizzato dalla Jesce Sole, con il patrocinio del comune di Napoli e della Curia.
In questa sesta edizione sono tanti i premiati: Franca Leosini, Mimmo Borrelli, Luciano De Crescenzo, Francesco Di Bella, Salvatore Esposito, Enzo Gragnaniello, Luche', Pio & Amedeo, Francesco Piccinini, Roberto Pedicini,  Fabrizio Scala, Film Achille Tarallo, Assunta Pacifico ('A figlia d' 'o marinaro), Pizza Village, Edenlandia. Premio alla memoria di Bud Spencer.
Sesta edizione del San Gennaro Day. Com’è cresciuto in questi anni e cosa succederà di nuovo?
«Ci accorgiamo che è cresciuto perché adesso sono tantissimi gli artisti e non solo, anche la città civile che ci chiama per chiederci: “Perché non ci premiate? Noi volgiamo esserci.”. Così ci rendiamo conto che la manifestazione è cresciuta, perché all’inizio, quando abbiamo cominciato con la Jesce Sole, dovevamo chiamare noi.»
Quale sarà il messaggio del San Gennaro Day?
«Il messaggio è sempre lo stesso, noi premiamo il miracolo “terreno” che è fondamentale, il miracolo laico, San Gennaro tra l’altro è un santo, tra i pochissimi che non ha sostenitori, fan, fedeli, devoti soltanto religiosi, per forza cattolici o cristiani, è un santo che mette insieme, ad esempio, pure i buddisti, che vanno accendere la candela al Santo. E, quindi, questo è il messaggio di ogni anno,  la grandezza di poter fare il miracolo. Che cos’è il miracolo?  È quella cosa che nessuno si aspetta che uno riesca a fare, ogni anno, uno può crederci o no, uno sta lì incantato ad aspettare quest’ampolla: “Ce la farà non ce la farà?” “Quest’anno ci sarà o non  ci sarà?” E questo noi lo facciamo tutti i giorni, ogni volta che noi sorprendiamo qualcuno, ogni volta che con arguzia, talento, sacrificio riusciamo ‘a fa ‘o miracolo! Lo diciamo anche tra di noi quando qualcosa ci va bene, “ma chiste è ‘nu miracolo!” Anche se qualcuno accetta un nostro appuntamento. Miracolo.»

                      
Come sono stati scelti gli ospiti da premiare?
«Siamo partiti da Pio & Amedeo, perché mi piaceva moltissimo l’idea di premiare due foggiani, che, tra l’altro, conosco da tantissimo tempo, che sono riusciti a imporsi in una tv nazionale come Italia 1, parlando il foggiano, neanche il barese che è più conosciuto, e ciò mi ha colpito moltissimo. Ed è quello che dovremmo imparare a fare noi con la lingua napoletana, come ha fatto Eduardo che è andato in prima serata con le sue commedie recitate con il suo italo napoletano straordinario. A me è quello che ha colpito di Pio & Amedeo, e il premio gli spetta per questo miracolo, andare in tv, piacere anche al Nord dell’Italia, facendo i terroni, rappresentando tutti i luoghi comuni: l’invadenza, la volgarità, etc. Sono anche diventati glamour!»
Tu hai mai chiesto un miracolo? Qualcosa cui tenevi tanto?
«No. Forse ultimamente ho chiesto qualcosa, ma non riguarda il lavoro.»


San Gennaro è famoso in tutto il mondo. Ospiterete qualche personalità o artista straniero?
«Ogni anno pensiamo di lavorare a una forma internazionale del premio e, soprattutto, a personaggi italiani all'estero. Ogni anno ci pensiamo e vorremmo comunque farla. Ti rivelo un segreto, quest'anno, se fossimo partiti prima, poi ho avuto dei miei problemi personali, avevo pronto una lettera per Madame Macron, perché l'idea era di premiarla. Lei ha conosciuto suo marito, il Presidente, grazie a Eduardo, lei era la sua insegnante e teneva un corso di teatro, e lei ha da sempre rappresentato in Francia Edoardo. Avevo scritto una lettera per lei e attraverso una sua assistente, avevamo pure avuto una specie di ok:”Sì, le fa piacere.” Perché profondamente conoscitrice della cultura napoletana. San Gennaro è veramente un passepartout.  Quando diciamo San Gennaro tutti dicono di sì. Qualcuno lo teme anche: “Come faccio a dire no a San Gennaro?!»
Inviterete anche il cardinale Sepe?
«Anche quest’anno abbiamo invitato il cardinale Sepe ma, purtroppo, è a Lourdes e ci dispiace moltissimo, perché proprio quest'anno avremmo voluto la parola del Cardinale, in questo momento in cui non si capisce bene più da che parte stiamo andando, come umanità.»